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Posts Tagged ‘waldorf’

Celebrando primavera: I settimana

20 marzo 2011

L’ispirazione è sua. Il primo approccio risale all’anno scorso, anche se allora non mi fu possibile condividerlo per cause di forza maggiore, subentrate in modo graduale ma prevaricante (e, onestamente, non sono messa particolarmente meglio, come avrete notato ;-] Si tratta di celebrare la forza dirompente della vita, che si fa strada anche laddove tutto appare inanimato; l’intera esistenza è un ciclo e dai cicli è scandito il nostro tempo, in cui si susseguono nascita, trasformazione, involuzione, ritorno, evoluzione… Si tratta anche di  inglobare nei ricordi familiari un periodo rituale, che non si bruci in un attimo, in una giornata, ma si moduli nella preparazione e nell’attesa. Sharifa Oppenheimer, in Heaven on Earth, incoraggia i family festival anche in quanto rappresentano “(…) a building toward a moment shared together in the warm embrace of family, something we can begin preparing for in advance (…)”  L’attesa e la celebrazione della primavera, essendo sganciate da ricorrenze già codificate nell’immaginario comune o nella ritualità religiosa (per quanto anche in questo ambito mi sia capitato di conoscere modi molto diversi, personali e nient’affatto commerciali di vivere una festività), permettono di costruire un percorso calzante per ciascun membro della famiglia, in cui proporre, anno per anno, elementi fissi ricorrenti e novità frutto della nostra capacità di crescita e trasformazione. Da un anno con l’altro ci ricorda anche a che punto eravamo e quanto è cambiato in dodici mesi. Dislocato a febbraio-marzo, l’avvento di primavera del 2010 l’avevo vissuto un po’ più al buio. In tutti i sensi.

Quest’anno abbiamo trovato una nuova collocazione e accendiamo la candela di domenica mattina… Nell’obiettivo entra più luce… e i cambiamenti in vista – perchè i cambiamenti non mancano mai – sono meno paralizzanti. Il lavoro da fare su di noi e per noi è ancora tanto, ma pian piano, col conforto di qualche ‘vecchia’ certezza e di qualche piccolo passo nella direzione giusta, si va avanti.

Siccome mi frulla ancora in testa questo spunto di Sybille, ho ridimensionato l’ingombro della sabbia per far più posto alla terra, suddivisa in scomparti. La nonna ha generosamente devoluto una vecchia antipastiera di vetro. Dopo aver giocato un po’ con l’equinozio di primavera, ci siamo messe all’opera… Candele all’aroma di violetta; per una volta, ché pare sia meglio la pura cera d’api, ho cercato delle candele che richiamassero la primavera coinvolgendo anche il senso dell’olfatto (rimediando così le più delicate e ‘sopportabili’, che volete, non ci sono proprio abituata ;-] Una settimana per volta, andremo a rivestire il vasetto di quadrifogli e coccinelle.

Al centro abbiamo sparso la sabbia, in quanto roccia (sedimentaria clastica) composta da frammenti di altre rocce.

Nel letto di sabbia abbiamo adagiato alcune simpatiche pietruzze colorate… pietre dure molate e lucidate, ma anche piccoli sassi raccolti al lago e al mare, in rappresentanza dei nostri esemplari più belli, che passeremo in rassegna nei prossimi giorni :-]

Quindi abbiamo cominciato a ‘preparare il terreno’ per la prossima settimana (da domenica 27 marzo), dedicata al mondo vegetale.

Quattro panni umidi tengono in incubazione i semi di una graminacea (grano saraceno), una leguminosa (soia verde) e due cereali (varietà di frumento kamut e segale):

Quando il sole del mattino sorge sulla nostra bella ametista, la curiosità ci fa sbirciare nei fagottini e… non resta certo delusa… il perchè lo vedrete presto… ;-]

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Cosa celebriamo?

7 marzo 2010

La pedagogia montessoriana per alcuni versi e, in modo assai ampio, quella steineriana, considerano la celebrazione delle festività come parte integrante della vita familiare e scolastica, in quanto momenti significativi di ricongiungimento con le radici della propria comunità.

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Montessori: ruota delle festività delle cinque religioni, © Moka Verlags KG

Le ricorrenze, alcune delle quali hanno origini antichissime, si susseguono nel corso dell’anno, in armonia con i cicli della natura e l’alternarsi delle stagioni. Questo articolo del Waldorf Family Network illustra quali siano le quattro festività principali dell’anno antroposofico, definiti come i quattro ‘punti di svolta spirituali’.

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Waldorf: Avvento da Waldorf Mama © http://www.waldorfmama.typepad.com

PRIMAVERA:

  • PASQUA (domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera)
    questa stagione è vista come il ‘mattino’ della nostra esperienza terrestre; la natura comincia a risvegliarsi, dopo il lungo sonno invernale, e si sprigiona ovunque la fertile energia della rinascita e del rinnovamento. Attività umane: preparare il giardino per ospitare le coltivazioni che verranno piantate, riporre gli oggetti invernali, dipingere le uova, pulire la casa, terminare le cose iniziate in autunno per dar vita a nuovi progetti…) Altre ricorrenze: equinozio di primavera (20 o 21 marzo; vernal equinox), Pasqua ebraica (ovvero Pesach/Pesah, reso in inglese come Passover),   calendimaggio (30 aprile, 1 maggio; vedi anche May Day, Walpurgis Night/Walpurgisnacht e il collegamento con l’albero della cuccagna/maypole), Pentecoste (cinquantesimo giorno dopo Pasqua; vedi anche Whitsun)

ESTATE:

  • SOLSTIZIO D’ESTATE (20 o 21 giugno)
    siamo al ‘pomeriggio’ della nostra esperienza terrestre; è tempo di celebrare il sole, che raggiunge il suo apice in questa stagione di forza, vigore, apertura ed espansione. Attività umane: nuoto, viaggi, picnic, campeggio, passeggiate, partecipazione a sagre ed eventi all’aperto. Il rilassamento legato alla natura ricreativa delle tipiche attività estive è importante per i bambini, in quanto porta a preziose conoscenze indirette, legate all’esperienza. Per i genitori è utile raccogliere le forze, in vista del nuovo anno scolastico, e ragionare su come sia andato quello trascorso, cosa ha funzionato, cosa no e perchè. Altre ricorrenze: Festa di San Giovanni (24 giugno; St. John’s Tide), abbinata ai festeggiamenti del solstizio d’estate (summer solstice)

AUTUNNO:

  • MICHAELMAS (festa di San Michele/Michaelis 29 settembre)
    è giunta la ‘sera’ della nostra esperienza terrestre. E’ tempo di raccogliere quanto è stato seminato in primavera ed è cresciuto d’estate. La terra inizia la sua involuzione; ci si prepara all’introspezione, alle lezioni scolastiche strutturate, potendo nel contempo godere ancora degli ultimi tepori del sole e delle feste all’aperto che celebrano la raccolta.  Altre ricorrenze: equinozio d’autunno (22 o 23 settembre; autumnal equinox), Sukot (festa ebraica di pellegrinaggio, detta anche ‘festa delle capanne’) e Capodanno ebraico, Halloween (31 ottobre), Ognissanti (1 novembre; All Saints Day), commemorazione dei defunti (2 novembre; Day of the Dead celebrato soprattutto nei paesi latini),  Martinmas (11 novembre; in molti paesi San Martino di Tours viene celebrato con processioni di lanterne), Giorno del Ringraziamento (2° lunedì di ottobre in Canada e 4° giovedì di novembre negli USA; Thanksgiving), Avvento (comincia la quarta domenica prima del 25 dicembre)

INVERNO:

A casa nostra siamo sempre in cerca di spunti per celebrare dei momenti che riteniamo belli e simbolici e che, per quanto ci riguarda, non coinciderebbero necessariamente con le ricorrenze religiose. Questa circostanza ci avvicina ad una riflessione di momatwork, che qui suggeriva l’idea di “(…) valorizzare qualche tradizione locale o (…) inventarne di nuove (…)”. Bene, l’idea è arrivata e mi è piaciuta subito: un AVVENTO DI PRIMAVERA, come cammino di avvicinamento all’equinozio, che quest’anno avverrà sabato 20 marzo. Il rituale adottato ricalca quello dell’Avvento di impronta steineriana, che prevede una progressione dal mondo minerale, a quello vegetale, a quello animale e, infine, a quello umano (anche Enikò de ‘Il Giardino segreto’ ne ha parlato in questo post). Momatwork sta procedendo con la semplice naturalezza che le è consueta, ben rappresentata dal rigoglioso frumento che ormai torreggia sul suo tavolo; non riuscirei ad immaginare nulla di più fresco e primaverile! Io tendo a complicarmi un po’ la vita, si sa, ma, in sostanza, mi sembra che la direzione sia giusta e che le bambine si stiano divertendo… I dettagli nei prossimi post…

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Un giveaway che parla di bambole…

22 novembre 2009

… e di come fare a costruirne una. Claudia vive nella campagna francese, e dalla sua ‘Casa nella Prateria‘ ci racconta una vita fatta di piccole cose, di osservazione della natura e dei suoi cicli stagionali, di lavoretti artigianali e creativi che realizza con i suoi bambini. Da amante della proposta educativa steineriana, Claudia conosce bene il valore delle bambole di stoffa, di cui aveva precedentemente parlato in questo post.

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“(…) Morbide, calde, ben proporzionate, con i tratti del viso appena accennati per lasciare maggiore libertà all’immaginazione, ideali compagne di gioco della prima infanzia, queste bambole imbottite di lana rappresentano una gioia per i bambini che le ricevono, e per gli adulti che le eseguono un momento di creativa distensione. (…)” da ‘Bambini e bambole’, di Karin Neuschütz, ed. Filadelfia 2002

Ora Claudia ha deciso di radunare in un e-book le sue istruzioni per realizzare una bambola Waldorf; in questo giveaway ne sta mettendo in palio una copia in formato digitale. E’ la prima iniziativa del genere alla quale partecipo, perchè mi sembra una proposta utile. Da parecchio tempo accarezzo l’idea di cimentarmi nella realizzazione di una bambola, fatta con le mie mani, davanti agli occhi delle mie bambine, scegliendo insieme a loro il colore dei capelli, degli occhi, dove disegnare la bocca… Credo che potrebbe essere un’emozione importante anche per loro, quella di veder nascere un oggetto che già conoscono e maneggiano quotidianamente. C’è un però: parto da zero. L’unica mia speranza è quella di trovare istruzioni molto chiare, praticamente ‘for dummies’; confido nel volumetto di Claudia, pertanto :)

Colgo anche l’occasione per segnalarvi un pezzo interessante, scritto da Claudia qualche mese fa, che mette a confronto la pedagogia steineriana con quella Montessori:

>> Steiner e Montessori: due metodi a confronto

P.S.: fra un paio di giorni tornerò per raccontarvi di un progettino che, finalmente, sono riuscita (parzialmente) a concludere… A presto!

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