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Posts Tagged ‘blogosfera’

Di ritorni. E puzzle colorati

1 ottobre 2010

Delle blogger americane ammiro, fra le altre cose, come sanno tenere le fila della loro vita online, integrando abilmente twitter e social network vari, incluso facebook. Le blogger americane, quando prevedono una latitanza dal web imputabile a cause di forza maggiore (ad esempio la nascita di un figlio) si organizzano per tempo, ospitando dei guest post. Le blogger americane sanno coccolare i loro lettori. Le blogger americane. Certo, non tutte, non sempre. Ma in generale sì. E pure qualche blogger italiana. Io no. Sono scivolata via dalla blogosfera. Ho lasciato che il tempo si dilatasse, che il momento ‘buono’ per riprendere il mio ritmo virtuale soccombesse continuamente e inesorabilmente ad altri impegni e a diverse urgenze. Ho staccato la spina e, istintivamente, pur continuando a leggere abbastanza e a tenermi informata, ho dedicato le residue energie a conoscenze virtuali che sono anche una presenza reale, lontana ma reale, nella mia vita e che, all’occasione, posso guardare negli occhi e abbracciare…  Ne avevo bisogno. E ne ho bisogno tuttora. Ma finalmente credo di aver compreso il perchè di questo lungo blocco. Il sito che state leggendo è nato nei miei pensieri e nel mio cuore (appunto…) un giorno di tre anni fa, come strumento per condividere alcune esperienze che stavo vivendo con le mie bambine, e divulgare considerazioni alle quali ero arrivata tardivamente, nella speranza che potessero aiutare altre famiglie. Allattamento, letture, qualche lavoretto. Il nostro incontro con il metodo Montessori; una scoperta e, tuttora, una grande conferma. Ad un certo punto sono cambiate le carte in tavola, e ho creduto di non aver più nulla da dire. Nulla che potesse davvero servire a qualcuno al di fuori della nostra zoppicante famiglia in cerca di equilibrio. Nulla che potesse avere una valenza generale, anzi, con il sospetto di aver sbagliato ad interpretare anche quel che è stato, il nostro passato. Quando spettro per noi era solo sinonimo di fantasma e la nostra bambina ogni tanto ci appariva semplicemente strana. E chi non lo è? Ora la stranezza ha un nome. Da quando lo conosciamo, riusciamo a capire meglio nostra figlia e ad individuare le situazioni che possono aiutarla. Dopo lo sgomento iniziale, stiamo approdando ad un fase successiva, e guardiamo alla nostra bambina con rinnovata fiducia. Perchè è sempre lei, abbiamo solo dovuto compiere un percorso, per poi tornare da lei finalmente sullo stesso piano. Con l’accettazione arriva il tempo dell’azione, della forza che sta tornando e ci suggerisce di non temere che, parlando  della sindrome di Asperger, esporremo nostra figlia ad essere etichettata. Chi etichetta, lo fa in ogni caso… Noi stiamo vivendo questa situazione, adesso. In futuro, chissà, la lievità diagnosticata fa ben sperare. E’ da questo ‘adesso’ più completo che scriverò, d’ora in poi. Perchè l’ho accettato. Per onestà e rispetto verso di me, la mia famiglia, chi mi legge. Perchè… vuoi che siamo la sola famiglia a confrontarsi con questa bizzarra sindrome? Ovviamente no… e allora ho ritrovato anche uno scopo! Ripartiamo, con un tag in più e un puzzle che richiama il simbolo internazionale dell’Autism Awarness, i cui tasselli “(…) riflettono il mistero e la complessità dell’autismo. Colori diversi e forme diverse per rappresentare la varietà di persone e famiglie che convivono con questo disturbo. La luminosità del simbolo rappresenta la speranza. Speranza grazie alla ricerca e alla crescente sensibilizzazione di persone come te.”

aggiornamenti al sito, autismo, blogosfera, sindrome di asperger , , ,

Come promesso, spazio ai blog!

8 giugno 2009

blog_icona_041L’avevo anticipato ed ora è pronta, la nuova sezione fissa di cuoredimamma dedicata alle blogomamme e ai blogopapà. Due considerazioni iniziali. Un piccolo punto di domanda sulle implicazioni e futuri sviluppi del fenomeno blogghereccio (che spero lontane da quanto paventato nella vignetta americana qui a lato ^…^). Un ricordo di come sono finita per la prima volta tra le pagine di un blog: “(…) una torrida serata di luglio dello scorso anno caricavo la lavastoviglie, lavavo pentole e sudavo, ascoltando il tiggiuno che borbottava alle mie spalle. Mentre ancora rimuginavo sulla notizia precedente, ho sentito un’eco lontana a proposito di mamme e rete. Siccome questo sito era già attivo da qualche mese, mi sono girata per capire di cosa si trattasse, se vi fossero spunti utili a cuoredimamma. In quella frazione di secondo  è apparsa brevemente una schermata (…) Mi sono ripromessa di tenere a mente quel ‘nonsolomamma’ e di cercarlo in google alla prima occasione. Me ne ricordai a distanza di qualche giorno, grazie al nome facile facile (altrimenti l’avrei perso, alla faccia del blocchetto per gli appunti al volo che cerco di avere sempre sottomano): entrai e cominciai a leggere. E poi a leggere. E ancora a leggere. Non so quanti post divorai in pochi giorni, ma si è trattato senz’altro di una piacevole abbuffata! Da lì ho cominciato a visitare alcuni link presenti nel menu laterale, in quello che poi ho scoperto chiamarsi ‘blogroll’. E da lì sono partite le mie peregrinazioni per la blogosfera (…) Da quelle afose giornate di luglio sono approdata a tanti altri lidi virtuali, fra i quali ho avuto la fortuna di scoprirne qualcuno molto, molto  vicino a me per idee e ideologia, in cui ritrovo una buona parte dei miei percorsi (…)” E, infine, una rassegna di link che trovo interessanti per svariate ragioni, e che è senz’altro destinata a crescere progressivamente, perché la rete si arricchisce in continuazione di nuovi contributi e frammenti di vita… Rispetto all’elenco iniziale del post di qualche giorno fa, ci sono già dei nuovi inserimenti ;-)

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Com’è andato il MaM?

27 maggio 2009

blog_icona_03Molto bene, stando ai commenti fioccati sui blog delle mamme che vi hanno preso parte. Pur con delle riserve legate, ad esempio, alle proposte concrete scaturite dalla conferenza. Oppure al taglio con il quale si sono affrontate determinate questioni…. L’organizzazione invece, curata da Jolanda, è stata apprezzata all’unanimità! Oltre all’ospitalità data all’evento, Il Sole 24 Ore ha dedicato un’intera sezione del suo giornale online a riflessioni su lavoro e maternità nell’Italia di oggi e alle proposte avanzate per migliorare lo stato delle cose: dagli asili nido modello di Reggio Emilia agli aiuti all’imprenditoria femminile, alle nuove opportunità di business offerte dal web…

Ecco i reportage di alcune delle mamme che hanno partecipato al MaM… la prossima occasione di incontro  sarà il Mom Camp, il 13 giugno, sempre  a Milano (potete tenere controllato il sito dell’evento per conoscere la sede, al momento non ancora indicata). Prosegui la lettura…

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Mamma a Mamma

22 maggio 2009

banner_mam_01bRestando in tema col post precedente, vi segnalo una giornata di conferenze ed incontri per parlare di mamme, lavoro, comunicazione e chissà quali altri argomenti ispirati dal contesto e dalle pieghe che prenderanno i discorsi… L’appuntamento è per domani, 23 maggio, a Milano, presso la sede del ‘Gruppo 24 Ore’ in Via Monte Rosa 91. Il programma prevede degli interventi moderati da giornalisti del Sole 24 Ore al mattino, mentre a partire dalle 14:30 si svolgerà un Mam Camp, e la parola passerà… alle mamme della rete. Inutile dire che mi sarebbe piaciuto esserci. Gironzolare a raccogliere sensazioni, vedere e ascoltare le mamme blogger (e i papà, perchè vi sarà anche qualcuno di loro) invece di leggerle, una volta tanto. Fare due chiacchiere… Purtroppo non sarà possibile perchè il papy si è lanciato in un’impresa che assorbe, momentaneamente, le possibilità di gestire in libertà il nostro tempo libero. Per questo spero che tante altre mamme, svincolate e nei paraggi, approfitteranno per farci un salto! E, magari, lasciarmi poi le loro, di sensazioni… chissà ;-) In ogni caso, buon divertimento a tutte!

>> Sito ufficiale dell’evento

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La chiamano blogomammasfera

17 maggio 2009

blog_icona_011Strano neologismo davvero (forse pure un po’ bruttarello, se devo essere sincera), col quale si tenta semplicemente di dare un  nome all’esperienza italiana del mommyblogging, fenomeno in voga da anni negli Stati Uniti e dilagato ormai ovunque.  Perchè anche il variegato mondo dei blog italiani si è arricchito di mamme che lasciano online una traccia dei propri pensieri, dubbi, paure, ma anche dei momenti di serenità familiare, di tenerezza, di commozione, di entusiasmo, di voglia di ridere…  Tranne poche veterane, che hanno aperto pioneristicamente i propri blog nell’era dei forum, suppergiù intorno al 2004  (il mignolo col prof e lalaura, per citarne un paio che, tra l’altro, sono partite ancora ‘sfigliate’), la maggior parte delle blogger storiche che caratterizzano il panorama italiano ha esordito intorno al 2006. E sono state progressivamente raggiunte da un numero di mamme via via sempre maggiore. Per facilitare l’individuazione dei vari blog stanno nascendo comunità virtuali e social network che aggregano utenti, blog, idee e proposte. Vi si respira un clima dinamico, ottimista  e una gran voglia di creare una rete di contatto sempre più capillare. Questo piccolo mondo parallelo mi ha intrigata appena l’ho scoperto. E da un anno a questa parte mi sembra sempre meno piccolo, tant’è che mi chiedo come sia stato possibile non esserci mai finita in un blog, nemmeno per sbaglio, in passato! Cosa mi affascina? Le enormi potenzialità date dal reciproco confronto e  scambio di informazioni, stati d’animo, aneddoti, idee. Si condivide un percorso, si cammina assieme, pur nella ovvia eterogeneità di approcci e  stili educativi, e si guarda avanti. Per quanto mi riguarda, questo mondo rappresenta una fonte inesauribile di stimoli e spunti, che vanno a consolidare le mie scelte e ad alimentarle, portando continuamente nuova linfa. Prima nutrivo molti più dubbi circa i percorsi educativi che avevo imboccato, dal momento che mi ero basata unicamente su fortuite informazioni e sul mio istinto. Ora ho la certezza di come siano stati scelti anche da altre famiglie. Ho la possibilità di scoprire tante applicazioni pratiche per le mie ‘teorie’ preferite e di riflettere su aspetti ai quali mai avevo badato e sui quali non mi ero soffermata. Leggendo le esperienze dei genitori con figli più grandi, soddisfo l’endemica curiosità  per le tematiche che potrebbero (!) investire i miei anni a venire. In questo mondo a portata di mouse sta maturando, da qualche mese a questa parte, una novità: alcune mamme  stracciano le distanze geografiche per conoscersi di persona, incontrarsi, radunarsi, sfruttando varie occasioni e aggiungendo così il contatto umano a quello virtuale. Alla faccia di chi ipotizza che la comunicazione online sia l’emblema della solitudine dei nostri tempi! Dopo gli incontri, in rete sbocciano quà e là fotoracconti, resoconti e impressioni catturate al volo, che danno vita ad una sorta di reportage a più mani, nel quale si sommano e confrontano i diversi aspetti colti da ciascuna partecipante. E… i papà? Ci sono. Pochi, ma ci sono. E’ interessante leggere dei loro punti di vista che, in ogni caso, sfumano da persona a persona in base al carattere, proprio come accade per le mamme. Ovviamente una presentazione (anzi, un blurb, che questo termine spopola ultimamente ;-] come quella di wikipapà mi respinge un po’: “Un blog per parlare di figli fra padri, secondo una prospettiva maschile, con un linguaggio maschile e con una logica maschile.” Poi, leggendo questo divertente sfogo, scritto proprio bene, si ha un’idea concreta ed eloquente di come si possa sentire un babbo blogger: “(…) solo come una particella di sodio in una bottiglia d’acqua minerale (…)”. Nonostante questo, confesso che mentre ai blog dei papà mi accosto con interesse, curiosità e tanta, tanta simpatia, ai blog delle mamme mi lega inevitabilmente una profonda empatia. Sarà perchè mi trovo a mio agio a ragionare secondo una prospettiva femminile, con un linguaggio femminile e con una logica femminile? ;-] Apprezzo i punti di vista diversi, che si ritrovano anche fra le mamme. Certo,  per ispirarmi e migliorarmi cerco anche il simile. Fiuto la sensibilità verso le solite tematiche cruciali, quelle che scaldano gli animi e scatenano discussioni: parto (epidurale sì, epidurale no, cesareo programmato vs. parto naturale), bonding (nursery vs. rooming-in), allattamento (materno vs. artificiale), contatto (continuo vs. ?… regolamentato?), ciuccio (sì o no), svezzamento (naturale vs. tabella), sonno (co-sleeping vs. lettino vs. estvill), disciplina (da attachment parenting vs. autorità[rismo]),  stile educativo (niente di particolare vs. alla giornata vs. come si è sempre fatto vs. montessori vs. steiner vs. …), modelli culturali femminili (frugal vs. Winx & Co., glitter, rosa) eccetera eccetera. Cerco sguardi sui figli che siano un po’ simili ai miei, che non teatralizzino troppo  i difetti o le piccole manie quotidiane; sguardi divertiti, all’occorrenza, ma possibilmente rispettosi. Cercando cercando, qualcosa ho trovato, nel mosaico della blogomammasfera. E sono sempre più consapevole del fatto che a queste compagne di percorso, a questi frammenti di vita devo molto. Prosegui la lettura…

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