Ambiente

In cosa consiste il celebre ‘ambiente montessoriano’? Eccone una descrizione, in riferimento alla scuola:

Fonte: © North American Montessori Teachers’ Association (NAMTA) - diritti riservati
Traduzione: annalisa moreni © 2008- 2009 cuoredimamma.org

Maria Montessori ebbe l’intuizione di strutturare l’ambiente in modo tale da facilitare al massimo l’apprendimento spontaneo e l’esplorazione da parte del bambino. In concreto, l’ambiente presenta varie attività diverse fra loro e grande possibilità di muoversi. In una Casa dei Bambini, ad esempio, si può vedere un bimbo di tre anni lavare a mano dei panni, mentre accanto a lui uno di quattro è intento a comporre parole e frasi con l’alfabeto mobile e uno di cinque fa una moltiplicazione utilizzando un apposito set di perle. In una classe elementare, un gruppetto di bambini fra i sei e i nove anni potrebbe utilizzare una linea del tempo per studiare gli animali estinti, mentre un altro bambino sceglie di lavorare da solo, e analizzare una poesia usando degli speciali simboli grammaticali. A volte un’intera classe può trovarsi coinvolta in un’attività di gruppo, come narrazione, canto o movimento. Nel calmo, ordinato spazio dell’ambiente montessoriano, i bambini lavorano su attività di loro scelta e seguendo i loro tempi. Sperimentano una combinazione di libertà ed autodisciplina entro uno spazio organizzato specificamente per andare incontro ai loro bisogni di crescita.

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E per quanto riguarda l’ambiente domestico:

« (…) Il fanciullo non ha un ambiente che gli si confaccia, poiché vive nel mondo degli adulti. (…) Se noi dovessimo vivere soltanto un giorno in un ambiente simile a quello che prepariamo ai nostri bambini, credo che saremmo molto impacciati. (…) Ma se prepareremo al fanciullo un ambiente in casa che sia confacente alle sue dimensioni, alle sue forze, alle sue facoltà psichiche, se ve lo lasceremo poi vivere liberamente, avremo fatto un grande passo verso la soluzione del problema educativo in genere (…) I mobili devono essere leggeri e messi in modo che il bambino li possa facilmente trasportare; i quadri appesi ad un’altezza che permetta al bambino di osservarli comodamente. Con lo stesso sistema dobbiamo disporre tutti gli oggetti, cominciando dai tappeti per finire ai vassoi, ai piatti, ecc. Il bambino deve essere in grado di usare tutto ciò che gli occorre per l’ordine della casa, e deve poter fare tutti i lavori della vita giornaliera (…). Gli oggetti siano solidi ed attraenti agli occhi del bambino (…) giacché la bellezza invita all’attività e al lavoro. (…) Deve esserci anche un certo numero di oggetti frangibili: bicchieri, piatti, vasi ecc. Sono certa che gli adulti esclameranno: ‘Come? Dare dei bicchieri di vetro nelle mani di bambini di tre o quattro anni! Li romperanno sicuramente!’ In tal modo daranno più importanza al bicchiere che al bambino; un oggetto di pochi soldi ci sembra più prezioso dell’educazione dei movimenti del bambino. (…) Il bambino non ha solo bisogno di mangiare. La sua gioia nel compiere certi dati movimenti che nessuno gli può impedire, è per noi un segno delle sue numerose necessità. Invece di reprimerne l’attività, dobbiamo dargli i mezzi atti a svilupparla (…) Dobbiamo dare al fanciullo un ambiente che appartenga a lui solo: un piccolo lavabo proprio per lui; delle poltroncine, una credenza coi cassetti, ch’egli possa aprire, contenenti oggetti d’uso comune, ch’egli possa adoperare; un lettino nel quale dormire la notte con sopra una bella coperta ch’egli ripiegherà e stenderà da solo. (…)» da ‘Il bambino in famiglia’ - Maria Montessori, ed. Garzanti 2006

Al giorno d’oggi scuole e genitori montessoriani possono trovare nelle proposte dell’Ikea un buon punto di riferimento, in quanto in catalogo si trovano oggetti semplici, lineari e funzionali, e una vasta serie di contenitori e cesti in materiali naturali che aiutano a collocare razionalmente e in modo ordinato gli oggetti del bambino.

I materiali Montessori

I materiali sono il fiore all’occhiello, se così si può dire, di questo stile educativo. Sono stati ideati, progettati e fatti realizzare da Maria Montessori e risentono, oltre che della genialità delle sue intuizioni in campo prettamente psicopedagogico, del suo senso estetico e del suo gusto per l’arte e la bellezza. La semplicità e l’armonia nelle forme fanno oggi parlare di lei come di un precursore del basic design:

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Articolo - ‘Maria Montessori precursore del design’, da Repubblica.it del 25/10/07

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Questi passaggi dell’articolo sono, a mio avviso, assai significativi:

«(…) “Quello che colpisce di questi oggetti è l’esattezza tra forma e funzione - spiega Roberta Manzotti, grafica, tra gli organizzatori del convegno - Il design non è solo estetica, deve avere un’applicabilità precisa. Si tratta di materiali che riescono anche senza l’uso di parole a comunicare al bambino informazioni precise, nell’ambito di un metodo che ha come base l’autoapprendimento. Tanto che questi oggetti vengono utilizzati ancora dopo 100 anni in tutte le scuole del mondo, senza essere adattati alle lingue, alle culture, alle geografie“. (…) D’altre parte, rileva Manzotti, l’attualità del materiale montessoriano è affermata prima di ogni altra cosa dalla sua permanente capacità di attrazione del bambino: “E’ incredibile vedere la capacità di concentrazione dei bambini quando fanno un lavoro utilizzando il materiale. Eppure si tratta di oggetti molto semplici, dal design in legno: sono graduali, vanno dalla torre rosa che serve a capire il concetto di grandezza al cubo del binomio e del trinomio. I bambini non si stancano mai di smontarlo e di assemblarlo: è un incanto vedere i bambini che ragionano in gruppi di tre o quattro davanti al tavoliere della radice quadrata”» dall’articolo di Repubblica ‘Maria Montessori precursore del design’, 25/10/07

Ed ecco come viene disposto ed utilizzato il materiale in una tipica scuola Montessori:

Fonte: © North American Montessori Teachers’ Association (NAMTA) - diritti riservati
Traduzione: annalisa moreni © 2008- 2009 cuoredimamma.org

In una classe Montessori i materiali didattici sono disposti in modo ordinato e invitante, su ripiani bassi e accessibili. I bambini sono liberi di scegliere il materiale che preferiscono e di lavorarci per tutto il tempo che desiderano, finché ne hanno voglia e interesse. Quando hanno terminato, rimettono l’oggetto al suo posto nello scaffale dal quale era stato preso. I materiali stessi sono un invito ad essere utilizzati. Ci sono luminose disposizioni di forme geometriche solide, mappe con tessere a puzzle, perle colorate e diverse aste e blocchi specificamente studiati. Ciascun materiale isola una singola caratteristica. Per esempio, il materiale conosciuto come ‘la torre rosa’ è costituito da dieci cubi rosa di diverse dimensioni. Alla Casa dei Bambini il bambino costruisce una torre ponendo il cubo più grande alla base e quello più piccolo in cima. In questo modo viene isolato il concetto della dimensione. Infatti i cubi sono tutti dello stesso colore e materiale; quello che cambia è la loro dimensione. Altri materiali isolano concetti differenti: tavolette colorate per il colore, materiali geometrici per la forma ecc. La caratteristica più importante è però che tutti questi materiali favoriscono l’auto-correzione. Quando un pezzo non si incastra o avanza, il bambino percepisce facilmente l’errore. Non c’è bisogno che sia l’adulto a ‘correggerlo’. Il bambino è messo così in condizione di risolvere i problemi autonomamente, e se ne rafforzano l’autostima, il pensiero analitico e la profonda soddisfazione derivante dall’essere riuscito a realizzare qualcosa. Man mano che l’esplorazione del bambino prosegue, i materiali interagiscono e diventano correlabili fra loro. Un esempio possono essere le varie relazioni percorribili fra la torre rosa e la scala larga, che si basano sulla combinazione di precise dimensioni. Più avanti, alle elementari, gli stessi materiali rivelano nuovi aspetti. Mentre studia il concetto di volume, un bambino può tornare alla torre rosa e scoprire che i cubi che la compongono vanno progressivamente dal un centimetro cubo ad un decimetro cubo.

L’ambiente montessoriano preparato (prepared environment) viene per comodità suddiviso in diverse aree, fra le quali sono smistati i vari materiali di sviluppo:

  • Vita pratica;
  • Materiali sensoriali;
  • Materiali per la Matematica;
  • Materiali per il Linguaggio;
  • Educazione Cosmica, a sua volta suddivisa in:
    • Geografia;
    • Scienze e Botanica;
    • Storia
  • Arte e Musica

Queste sono un po’ le peculiarità dei materiali Montessori:

  • favoriscono e stimolano il lavoro della mente assorbente del bambino, cioè quella sua straordinaria capacità, spontanea e inconscia, di assimilare profondamente tutti i dati dell’ambiente circostante. Proprio a mo’ di spugne. E’ un processo mentale unico, che non si riscontra in nessun altro periodo successivo della vita, e che pertanto configura la specificità dei processi mentali infantili rispetto a quegli dell’adulto;
  • accompagnano lo sviluppo di tutte quelle potenzialità presenti nel bambino sotto forma di nebule indistinte che, in determinate finestre temporali, definite come periodi sensitivi dell’apprendimento, fioriscono spontaneamente e senza fatica. Proponendo determinati materiali nel giusto periodo sensitivo, si aiuta il bambino ad acquisire le capacità e la sicurezza che va cercando, mosso unicamente da una sorta di pulsione interiore a crescere. Quando poi la finestra temporale si chiude, il bambino è pronto per andare oltre, ed è già lanciato verso nuovi obiettivi. Ecco perchè è importante sfruttare il periodo in cui il bambino manifesta spontaneamente un determinato interesse per proporre certi lavori o materiali piuttosto che altri. In quel lasso di tempo assimilerà meglio, con entusiasmo e minore fatica;
  • permettono l’autocontrollo dell’errore. Grazie a come sono strutturati, il bambino si accorge da solo se sta eseguendo il lavoro correttamente oppure no, perchè ha un immediato riscontro visivo dell’eventuale errore; il cilindro che non si incastra perchè troppo grande oppure la disarmonia di una torre di cubi disposti casualmente. Tutto ciò permette al bambino di lavorare coi materiali in assoluta tranquillità, seguendo i suoi tempi, senza bisogno che l’insegnante intervenga in continuazione per evidenziare gli errori.

I periodi sensitivi dell’apprendimento

Innanzitutto vale la pena di ricordare la classificazione dei ‘periodi di crescenza’ elaborata da Maria Montessori ne ‘La mente del bambino’:

  • da 0 a 6 anni => medesimo tipo mentale e grandi trasformazioni
    • da 0 a 3 anni => il bambino è scarsamente influenzabile
    • da 3 a 6 anni => il bambino comincia ad essere particolarmente influenzabile
  • da 6 a 12 anni => tranquillo periodo di crescenza, caratterizzato da stabilità e serenità
  • da 12 a 18 anni => grandi trasformazioni, che ricordano il primo periodo
    • da 12 a 15 anni => salute e carattere instabile, manifestazioni di indisciplina
    • da 15 a 18 anni => graduale maturazione dello sviluppo

Per quanto attiene, specificamente, i periodi sensitivi della prima parte dell’infanzia, quelli di cui è importante tenere conto nel proporre i vari materiali di sviluppo, ebbene, esistono diverse schematizzazioni, con diversi livelli di dettaglio, come potete verificare consultando questa pagina di wikipedia (in inglese). Personalmente trovo molto efficace la suddivisione adottata da Tim Seldin nel suo ‘I bambini hanno bisogno di fiducia’, ed. Fabbri, che suona più o meno in questi termini:

  • Movimento => 0/1 anno
  • Linguaggio => 0/6 anni
  • Sensibilità verso piccoli oggetti => 1/4 anni
  • Garbo e cortesia => 2/6 anni
  • Ordine => 2/4 anni
  • Vasino => 18 mesi/3 anni
  • Educazione sensoriale => 2/6 anni
  • Musica => 2/6 anni
  • Scrittura => 3/4 anni
  • Lettura => 3/5 anni
  • Relazioni spaziali => 4/6 anni
  • Matematica => 4/6 anni

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