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Archivio per la categoria ‘free download’

A proposito di… rocce e minerali

2 aprile 2011

Ovvero: ricordi sparsi che ci legano al mondo celebrato nella settimana minerale…
Cominciamo dalle rocce; le più comuni, le più evidenti, cornici abituali delle nostre gite… le bimbe sanno che le rocce plasmano l’aspetto del nostro pianeta da molto prima che l’uomo facesse la sua comparsa. Prima delle piante, prima degli animali. E primogenita se la ride, quando le vede incombere enormi o spuntare, buffe a suo dire, dal terreno. In fondo, nella sua visione animistica della realtà, non sono poi così diverse da un animale. Anzi, in quanto maggiormente prevedibili,  sono persino meglio ;-] Passeggiando osserviamo dal vivo questi giganti del paesaggio e i loro frammenti; gli ancorchè modesti rilievi del circondario si prestano bene (tra l’altro, prossimamente riproveremo a raggiungere un luogo che abbonda di rocce decisamente inusuali!):

ogni escursione, compresa quella del monte dietro casa, presenta delle formazioni diverse, con pareti più o meno aguzze che affiancano il sentiero…

rocce nascoste sotto soffici tappeti di muschio…

rocce che spuntano dappertutto, disegnando curiosi paesaggio lunari…

rocce coi buchi…

rocce belle da scalare…

rocce che si sfaldano mentre cammini…

rocce scolpite in memoria delle vicine Alpi e dei loro soldati…

costoni impervi…

anfratti che offrono rifugio a chissà quali bestie.

della banalissima ghiaia legata ad attività umane diventa poi uno spasso da tenere in pugno e rilanciare nel mucchio!

Per quanto mi riguarda, in questi anni sto imparando varie nozioni che non avevo assimilato ricevuto nel mio percorso scolastico di stampo umanistico. E ho scoperto l’acqua calda! Ad esempio, che non posso catalogare i nostri frammenti come faccio con le fotografie e i campioni essiccati di foglie e fiori, talvolta al volo (e son soddisfazioni), più frequentemente dopo un attento confronto incrociato fra libri e google images! La mania di dare il nome ‘giusto’ a tutto fa necessariamente un passo indietro, e si accontenta di presumere. Presumere che la gran parte degli ammassi che vediamo attorno a noi sia costituita da roccia sedimentaria (arenaria, calcare, dolomia…), che ci possa capitare della roccia metamorfica (marmo), di quella sulla quale campava un tempo buona parte dell’economia territoriale, che il lastricato del borgo in cui viviamo sia una roccia magmatica effusiva (porfido). Poi so che di roccia magmatica intrusiva (granito) sono rivestiti i ripiani di tante belle cucine ‘come si deve’  (ergo, non la nostra ;-P). Ma questo è tutto un altro discorso :-] Con parsimonia, e solo in luoghi non protetti (la raccolta di rocce, minerali e fossili è specificamente regolamentata in ogni regione e vietata in tutte le zone di rilievo naturalistico!) ci siamo procurate dei frammenti di roccia che rappresentano le zone che frequentiamo (e che, come attività, raggruppiamo attorno alla carta raffigurante il nome del luogo, la tipologia e una foto rappresentativa scattata da noi).

colline di casa nostra

litorale lacustre

montagna

litorale marittimo

Al solito, anche i libri rappresentano una fonte inesauribile di immagini che parlano e fanno parlare:

“Mamma, un giorno andremo sulle Dolomiti?” “Ma certo, perchè no, sono così vicine!” “In un rifugio?” “Sì, dai, pensate che bello vedere le rocce che si tingono all’alba e al tramonto…” (nostalgia…)

“Mamma, un giorno andremo in Cappadocia a vedere le ‘colate di panna’?” “Perchè no…” Stooop, meglio non illudere e, soprattutto, non cadere in tentazione promettendo ciò che non si è certi di poter mantenere ;-) Il libro è “I santuari della natura – Europa, Africa, Asia”, per la serie “Il patrimonio mondiale dell’Unesco”, edito da White Star e acquistato a meno di 5 euro su una bancarella; tenete d’occhio queste vendite di fondi di magazzino, visto che i bambini sono assetati di belle immagini… Anche in biblioteca si trova tantissimo, ovviamente.

“Mamma, ti ricordi che forme strane c’erano nelle grotte di Postumia?” Già. Non male come primo ricordo di una grotta ^…^

Poi ci sono i sassi di Bruno Munari. Il grande Bruno Munari, che ci invita a far caso al mondo che calpestiamo: “(…) un mondo di forme, di colori, di texture, di sporgenze e di anfratti; a guardarli bene per lungo tempo con molta attenzione (…)” E pensare che c’è molta gente che si gode il mare su spiagge bellissime senza osservare, mentre: “(…) legge i fumetti e ascolta le radioline stando seduta su tutti questi ‘pezzi unici’ mai visti (…)” Le radioline, sì, perchè ‘Da lontano era un’isola‘ venne pubblicato per la prima volta nel 1971…

Infine, colori e luci per la gioia degli occhi: i minerali, che si cristallizzano in tonalità cromatiche particolari a seconda delle condizioni in cui si formano… Non siamo andate a cercarli come gli gnomi del quadretto appeso nella camera delle bimbe (anche e a maggior ragione in questo caso vale quanto ricordato prima a proposito delle norme per la raccolta!)

Ne abbiamo procurato un sacchettino durante una capatina in Germania e, in questo caso, non inorridisca chi è del ramo, ma per collegare le pietruzze a qualche nome ho sfornato qualche scheda. Possiamo appaiare la foto del campione che abbiamo in mano, tagliato e levigato per essere commercializzato, con un’immagine dello stesso minerale in condizioni precedenti alla lavorazione… É un’attività che nasce per completare qualcosa che già abbiamo (il sacchettino) ma, se non vi scandalizza la qualità delle mie fotografie (quelle degli originali invece sono belle e altrui), potete visualizzare il file pdf dei nostri minerali e prenderne spunto. Recentemente si sono aggiunti un paio di souvenir da Postumia (se penso a quali sfizi personali mi richiamasse la parola souvenir un po’ di anni fa… come si cambia :-)

(calcite)

(ametista)

Chissà, forse un giorno ci capiterà di ammirare un geode vero e proprio… come quello che un bimbo oltreoceano si è ritrovato nella calza natalizia:

Nel frattempo, perchè no, potremmo provare a creare piccoli geodi di feltro… e se riuscissi a presentarli alle bambine con la delicatezza suggerita da melassa, sono certa che per loro diventerebbero non meno preziosi di quelli veri… Concludo questo giro segnalando il bellissimo percorso di Sybille, che mi è rimasto impresso dall’anno scorso:

lo studio sui libri, come hanno provato a classificare i loro campioni, il lapbook che ne è risultato, il gioco istruttivo, rocce nell’arte e… arte con le rocce! Quanta ispirazione scolastica, affinchè delle materie spesso trasmesse in modo noioso, vivano!

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Equinozi e solstizi

19 marzo 2011

Paroline difficili, per carità, a quattro e sei anni non ancora compiuti… ma evidentemente affascinanti, al punto che  ne ho trovata traccia sul retro di una composizione ispirata alle quattro stagioni ;-]

Perchè questi quattro momenti dell’anno vengono ricordati, spesso celebrati e comunque considerati significativi? Qual è il loro legame con la nostra vita? Quali cambiamenti si evidenziano nella nostra routine? Sono situazioni molto pratiche, quelle osservate dalle mie bambine… ad esempio, ora come ora, in concomitanza con l’equinozio di primavera,  assaporiamo una piacevole novità: quando il papà torna a casa dal lavoro il sole ancora splendente incoraggia qualche scorazzata in bicicletta (senza rotelle!) Nel nostro microcosmo sbocciano ovunque violette, margherite e primuline gialle. E nel macrocosmo, che succede? Come è messo il nostro pianeta? Ho pensato di aiutarci (non mi escludo affatto ;-] con una scheda plastificata, sulla quale andiamo ad applicare con il velcro stagione, condizione di illuminazione della terra e posizione della stessa rispetto al sole:

Ho rielaborato un’ellittica (in cui la posizione del sole risulta un po’ più esasperata su uno dei due fuochi di quanto non sia in realtà, ma è l’immagine più efficace che sia riuscita a trovare) utilizzando i colori che, anche nella nostra bacheca/calendario, identificano ciascuna della quattro stagioni: il nostro inverno è blu come le lunghe notti, la primavera è verde come la prima erba che ammanta prati e monti, l’estate è gialla come le corolle dei girasoli e l’autunno è rosso, come le foglie  che infiammano le chiome degli alberi prima di lasciarsi cadere al suolo. Ho scritto le stagioni in stampatello maiuscolo, gli equinozi in stampatello minuscolo e i solstizi in corsivo per favorire anche la mia secondogenita nell’appaiamento. La foto stagionale che ho trovato raffigura il medesimo scorcio, con un albero in primo piano, nei quattro diversi periodi dell’anno (ad averci pensato per tempo, sarebbe stato bello fotografare un luogo nostro nell’arco dell’anno… potrebbe essere un’idea per qualcun altro ;-)

La scheda non è nata da sola, ma fa parte di una serie di slide, sempre plastificate, in cui racconto come la terra, quel globo in cui abitiamo e che le bimbe vedono riprodotto sulla mensola in salotto oppure a scuola, sia una palla nell’immenso universo, che gira su se stessa, come una trottola, e attorno al sole.

Ci mette un anno a completare il suo giro attorno al sole e, siccome non è dritta come un pallone da calcio in mezzo al campo ma inclinata, come è evidente se ci figuriamo l’angolo dell’asse, cioè la retta immaginaria che unisce i poli, il sole la scalda in modo diverso durante il percorso che essa compie lungo l’orbita…

Per favorire l’autocorrezione, pensando a questo importante cardine della pedagogia montessoriana, ho fatto ricorso ad etichette adesive colorate

(con semicerchio in alto per le foto del giardino nelle quattro stagioni e in basso per le immagini della terra) che stanno funzionando egregiamente.

Per chi lo desiderasse, metto a disposizione il file pdf della slide da completare con le applicazioni di velcro, della scheda di controllo (semplificata con le sole stagioni) e delle immagini da stampare, plastificare e ritagliare. Buona primavera!

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