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Archivio per la categoria ‘blogosfera’

This moment {della domenica}

27 febbraio 2011

In tutti i sensi. Perchè no, non è il primo di una serie di appuntamenti; non ne avrei la costanza. Non ora, quanto meno.

Si tratta semplicemente di un personalissimo ‘momento storico’. Della decisione di imparare ad usare una certa macchina da cucire che da tanto, troppo tempo giace inutilizzata. Della decisione di farlo (casualmente?) alla vigilia di una data che da tanti, troppi anni non ho più bisogno di segnare sull’agenda, ma che serberà per sempre un sapore dolceamaro. Che la fortuna dei principianti mi assista (e che suocera-mani-di-fata non mi molli!!!)

apprendere, blogosfera, eventi, lavoretti, ricordare ,

Un capitolo al giorno

30 gennaio 2011

Forse non leverà il medico di torno. Ma è diventato un appuntamento quotidiano piacevole sia per me che per le bambine. Un piccolo rituale cercato e sollecitato proprio da loro, quando si fa sera. Confesso che, se non avessi letto l’esperienza positiva di altre mamme (vedi link a piè di pagina), non so quando mi sarei lanciata con i classici. Probabilmente avrei aspettato ancora… qualche anno? Chissà. Forse a questo punto sarei rimasta agli albi illustrati (che comunque non mancano). Mi sarebbe parso ‘troppo presto’. Mi sarebbe parso più opportuno delegare alla lettura autonoma delle mie figlie, la scoperta di certi tesori della letteratura. Invece ho capito che tre anni possono non essere affatto presto; e sto apprezzando la possibilità di costruirci un immaginario comune, condiviso e originale, a monte delle più conosciute manipolazioni commerciali, disneyane ecc ecc. La lettura di libri più corposi rispetto ai consueti albi illustrati mi ha permesso anche di notare il cambiamento di postura delle bambine, indice che hanno acquisito una interessante capacità di concentrazione durante l’ascolto. Ricordo che abbiamo cominciato con la versione originale di Winnie Puh (sulla quale nutro qualche riserva che spero di spiegare a breve); dopo i primi cinque minuti, la mia primogenita cominciava a rotolarsi sul divano, a strusciarsi, ascoltando, sì, ma non riuscendo assolutamente a restare seduta al mio fianco. Ho pensato che la sindrome di Asperger non la aiutasse; lo sfogo fisico mi sembrava uno stratagemma per reggere più a lungo la concentrazione che evidentemente le richiedeva seguire un intero capitolo. La sorellina, va da sè, la imitava al volo… Abbiamo proseguito, confidando nei piccoli progressi che notavo man mano. Dagli asteroidi del Piccolo Principe siamo atterrate nella cucina di Pippi Calzelunghe… sì, proprio mentre cucinava i biscotti allo zenzero a forma di cuore… ed è da allora che le bambine hanno cominciato a restar sedute, incollate ai miei fianchi, attente ad ogni singola parola, per tutta la durata di un capitolo. A volte anche due! Seguire il filo di una narrazione è molto importante soprattutto per la mia bimba grande, in quanto manifesta qualche difficoltà proprio nella costruzione di racconti, a fronte di una sorprendente capacità di fotografare situazioni e dettagli.  Di recente abbiamo introdotto un nuovo rituale; ho cominciato raccogliendo in un quaderno alcuni disegni realizzati dalle bambine nel corso del tempo, che mi raccontavano essere ispirati ai libri che stavamo leggendo. Adesso, ogni volta che terminiamo un libro, andiamo ad aggiungere uno o due disegni di ricordo nel quadernone:

‘scheda’ per ogni libro, con queste indicazioni
abbiamo letto: titolo, autore, copertina, paese di ambientazione (i colori sono quelli
dei continenti Montessori che le bimbe già conoscono), anno di pubblicazione

dal quaderno di Bimba Grande:
“Pippi Calzelunghe fa i biscotti a forma di cuore”
(la passione del momento è il disegna, ritaglia, incolla, fissa con nastro adesivo ;-])

dal quaderno di Bimba Piccola:
“Totò (da destra), Dorothy, il Leone, lo Spaventapasseri, il Boscaiolo di Stagno”

dal quaderno di Bimba Grande:
“Lo Spaventapasseri (da sinistra), Dorothy col vestito a quadretti bianchi e blu, Totò”

dal quaderno di Bimba Grande:
“Il Boscaiolo di Stagno e il Leone”

dal quaderno di Bimba Grande:
“Il Boscaiolo di Stagno e il Leone… visti da dietro mentre camminano!”

Osservando i disegni, sto rivalutando anche l’importanza di leggere trame in cui vengono raccontate relazioni fra persone, fatti, accadimenti ed emozioni umane; non solo a beneficio della mia primogenita, che ha bisogno di lavorare su queste sfumature, ma più in generale, perchè comincio a sentire stretto il mondo degli animali umanizzati, pur indispensabili per veicolare concetti talvolta enormi… Così procediamo, e ora che abbiamo lasciato Dorothy in Kansas dalla zia Emma e dallo zio Enrico, ci apprestiamo a seguire le alterne vicende di una famiglia di passerotti padani ;-) Per chi fosse interessato, in questa pagina raccoglierò (con calma, inutile che lo dica, vero? ;-]) traccia delle nostre letture.

Qui di seguito vi segnalo invece alcuni luoghi virtuali dove ricordo si sia parlato di lettura con i bambini (che andrò ad integrare man mano):

autismo, blogosfera, letture, riti, sindrome di asperger , ,

Di ritorni. E puzzle colorati

1 ottobre 2010

Delle blogger americane ammiro, fra le altre cose, come sanno tenere le fila della loro vita online, integrando abilmente twitter e social network vari, incluso facebook. Le blogger americane, quando prevedono una latitanza dal web imputabile a cause di forza maggiore (ad esempio la nascita di un figlio) si organizzano per tempo, ospitando dei guest post. Le blogger americane sanno coccolare i loro lettori. Le blogger americane. Certo, non tutte, non sempre. Ma in generale sì. E pure qualche blogger italiana. Io no. Sono scivolata via dalla blogosfera. Ho lasciato che il tempo si dilatasse, che il momento ‘buono’ per riprendere il mio ritmo virtuale soccombesse continuamente e inesorabilmente ad altri impegni e a diverse urgenze. Ho staccato la spina e, istintivamente, pur continuando a leggere abbastanza e a tenermi informata, ho dedicato le residue energie a conoscenze virtuali che sono anche una presenza reale, lontana ma reale, nella mia vita e che, all’occasione, posso guardare negli occhi e abbracciare…  Ne avevo bisogno. E ne ho bisogno tuttora. Ma finalmente credo di aver compreso il perchè di questo lungo blocco. Il sito che state leggendo è nato nei miei pensieri e nel mio cuore (appunto…) un giorno di tre anni fa, come strumento per condividere alcune esperienze che stavo vivendo con le mie bambine, e divulgare considerazioni alle quali ero arrivata tardivamente, nella speranza che potessero aiutare altre famiglie. Allattamento, letture, qualche lavoretto. Il nostro incontro con il metodo Montessori; una scoperta e, tuttora, una grande conferma. Ad un certo punto sono cambiate le carte in tavola, e ho creduto di non aver più nulla da dire. Nulla che potesse davvero servire a qualcuno al di fuori della nostra zoppicante famiglia in cerca di equilibrio. Nulla che potesse avere una valenza generale, anzi, con il sospetto di aver sbagliato ad interpretare anche quel che è stato, il nostro passato. Quando spettro per noi era solo sinonimo di fantasma e la nostra bambina ogni tanto ci appariva semplicemente strana. E chi non lo è? Ora la stranezza ha un nome. Da quando lo conosciamo, riusciamo a capire meglio nostra figlia e ad individuare le situazioni che possono aiutarla. Dopo lo sgomento iniziale, stiamo approdando ad un fase successiva, e guardiamo alla nostra bambina con rinnovata fiducia. Perchè è sempre lei, abbiamo solo dovuto compiere un percorso, per poi tornare da lei finalmente sullo stesso piano. Con l’accettazione arriva il tempo dell’azione, della forza che sta tornando e ci suggerisce di non temere che, parlando  della sindrome di Asperger, esporremo nostra figlia ad essere etichettata. Chi etichetta, lo fa in ogni caso… Noi stiamo vivendo questa situazione, adesso. In futuro, chissà, la lievità diagnosticata fa ben sperare. E’ da questo ‘adesso’ più completo che scriverò, d’ora in poi. Perchè l’ho accettato. Per onestà e rispetto verso di me, la mia famiglia, chi mi legge. Perchè… vuoi che siamo la sola famiglia a confrontarsi con questa bizzarra sindrome? Ovviamente no… e allora ho ritrovato anche uno scopo! Ripartiamo, con un tag in più e un puzzle che richiama il simbolo internazionale dell’Autism Awarness, i cui tasselli “(…) riflettono il mistero e la complessità dell’autismo. Colori diversi e forme diverse per rappresentare la varietà di persone e famiglie che convivono con questo disturbo. La luminosità del simbolo rappresenta la speranza. Speranza grazie alla ricerca e alla crescente sensibilizzazione di persone come te.”

aggiornamenti al sito, autismo, blogosfera, sindrome di asperger , , ,