Strano neologismo davvero (forse pure un po’ bruttarello, se devo essere sincera), col quale si tenta semplicemente di dare un nome all’esperienza italiana del mommyblogging, fenomeno in voga da anni negli Stati Uniti e dilagato ormai ovunque. Perchè anche il variegato mondo dei blog italiani si è arricchito di mamme che lasciano online una traccia dei propri pensieri, dubbi, paure, ma anche dei momenti di serenità familiare, di tenerezza, di commozione, di entusiasmo, di voglia di ridere… Tranne poche veterane, che hanno aperto pioneristicamente i propri blog nell’era dei forum, suppergiù intorno al 2004 (il mignolo col prof e lalaura, per citarne un paio che, tra l’altro, sono partite ancora ‘sfigliate’), la maggior parte delle blogger storiche che caratterizzano il panorama italiano ha esordito intorno al 2006. E sono state progressivamente raggiunte da un numero di mamme via via sempre maggiore. Per facilitare l’individuazione dei vari blog stanno nascendo comunità virtuali e social network che aggregano utenti, blog, idee e proposte. Vi si respira un clima dinamico, ottimista e una gran voglia di creare una rete di contatto sempre più capillare. Questo piccolo mondo parallelo mi ha intrigata appena l’ho scoperto. E da un anno a questa parte mi sembra sempre meno piccolo, tant’è che mi chiedo come sia stato possibile non esserci mai finita in un blog, nemmeno per sbaglio, in passato! Cosa mi affascina? Le enormi potenzialità date dal reciproco confronto e scambio di informazioni, stati d’animo, aneddoti, idee. Si condivide un percorso, si cammina assieme, pur nella ovvia eterogeneità di approcci e stili educativi, e si guarda avanti. Per quanto mi riguarda, questo mondo rappresenta una fonte inesauribile di stimoli e spunti, che vanno a consolidare le mie scelte e ad alimentarle, portando continuamente nuova linfa. Prima nutrivo molti più dubbi circa i percorsi educativi che avevo imboccato, dal momento che mi ero basata unicamente su fortuite informazioni e sul mio istinto. Ora ho la certezza di come siano stati scelti anche da altre famiglie. Ho la possibilità di scoprire tante applicazioni pratiche per le mie ‘teorie’ preferite e di riflettere su aspetti ai quali mai avevo badato e sui quali non mi ero soffermata. Leggendo le esperienze dei genitori con figli più grandi, soddisfo l’endemica curiosità per le tematiche che potrebbero (!) investire i miei anni a venire. In questo mondo a portata di mouse sta maturando, da qualche mese a questa parte, una novità: alcune mamme stracciano le distanze geografiche per conoscersi di persona, incontrarsi, radunarsi, sfruttando varie occasioni e aggiungendo così il contatto umano a quello virtuale. Alla faccia di chi ipotizza che la comunicazione online sia l’emblema della solitudine dei nostri tempi! Dopo gli incontri, in rete sbocciano quà e là fotoracconti, resoconti e impressioni catturate al volo, che danno vita ad una sorta di reportage a più mani, nel quale si sommano e confrontano i diversi aspetti colti da ciascuna partecipante. E… i papà? Ci sono. Pochi, ma ci sono. E’ interessante leggere dei loro punti di vista che, in ogni caso, sfumano da persona a persona in base al carattere, proprio come accade per le mamme. Ovviamente una presentazione (anzi, un blurb, che questo termine spopola ultimamente ;-] come quella di wikipapà mi respinge un po’: “Un blog per parlare di figli fra padri, secondo una prospettiva maschile, con un linguaggio maschile e con una logica maschile.” Poi, leggendo questo divertente sfogo, scritto proprio bene, si ha un’idea concreta ed eloquente di come si possa sentire un babbo blogger: “(…) solo come una particella di sodio in una bottiglia d’acqua minerale (…)”. Nonostante questo, confesso che mentre ai blog dei papà mi accosto con interesse, curiosità e tanta, tanta simpatia, ai blog delle mamme mi lega inevitabilmente una profonda empatia. Sarà perchè mi trovo a mio agio a ragionare secondo una prospettiva femminile, con un linguaggio femminile e con una logica femminile? ;-] Apprezzo i punti di vista diversi, che si ritrovano anche fra le mamme. Certo, per ispirarmi e migliorarmi cerco anche il simile. Fiuto la sensibilità verso le solite tematiche cruciali, quelle che scaldano gli animi e scatenano discussioni: parto (epidurale sì, epidurale no, cesareo programmato vs. parto naturale), bonding (nursery vs. rooming-in), allattamento (materno vs. artificiale), contatto (continuo vs. ?… regolamentato?), ciuccio (sì o no), svezzamento (naturale vs. tabella), sonno (co-sleeping vs. lettino vs. estvill), disciplina (da attachment parenting vs. autorità[rismo]), stile educativo (niente di particolare vs. alla giornata vs. come si è sempre fatto vs. montessori vs. steiner vs. …), modelli culturali femminili (frugal vs. Winx & Co., glitter, rosa) eccetera eccetera. Cerco sguardi sui figli che siano un po’ simili ai miei, che non teatralizzino troppo i difetti o le piccole manie quotidiane; sguardi divertiti, all’occorrenza, ma possibilmente rispettosi. Cercando cercando, qualcosa ho trovato, nel mosaico della blogomammasfera. E sono sempre più consapevole del fatto che a queste compagne di percorso, a questi frammenti di vita devo molto. Prosegui la lettura…
blogging
blogomamme, blogopapà, blogosfera, link, mommyblogging
ultimi commenti: