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Archivio per febbraio 2011

This moment {della domenica}

27 febbraio 2011

In tutti i sensi. Perchè no, non è il primo di una serie di appuntamenti; non ne avrei la costanza. Non ora, quanto meno.

Si tratta semplicemente di un personalissimo ‘momento storico’. Della decisione di imparare ad usare una certa macchina da cucire che da tanto, troppo tempo giace inutilizzata. Della decisione di farlo (casualmente?) alla vigilia di una data che da tanti, troppi anni non ho più bisogno di segnare sull’agenda, ma che serberà per sempre un sapore dolceamaro. Che la fortuna dei principianti mi assista (e che suocera-mani-di-fata non mi molli!!!)

apprendere, blogosfera, eventi, lavoretti, ricordare ,

I nostri pennelli sporchi… di giallo!

21 febbraio 2011

Da dicembre abbiamo fatto irruzione in un progetto bellissimo, troppo bello per aspettare un intero anno (sperimentazioni successive: rosso, arancione, blu)! Sì, una selvaggia irruzione, cara m@w, perchè siamo partite allo sbaraglio, con la stagione sbagliata e per di più con un colore secondario come l’arancione. Fortunatamente non sulla base del solo, meschino fatto che si trattava di un colore molto amato dalla sottoscritta, ma anche perchè ne avevamo comunque avuto un’esperienza diretta e recente nell’autunno appena trascorso. E così, pasticciando sapendo di pasticciare, all’ombra della saggia progressione suggerita invece da Sharifa Oppenheimer in ‘Heaven on Earth‘ (che prima o poi spero di riuscire a recensire), immergevamo i nostri fogli nella bacinella d’acqua, li stendevamo con la spugna e intingevamo i pennelli in un intruglio a base di pastiglia di acquarello sbriciolata e diluita. Nel nostro caso non mi è mai capitato di riuscire a predisporre il tavolo già apparecchiato, come suggerisce mammafelice e come, in teoria, sarebbe meglio; ma continuo ad improvvisare perchè vedo che le bambine, nonostante tutto, riescono ad aspettare e anzi, si divertono a veder comparire man mano i nostri utensili. Poi un giorno sono incappata nell’e-book messo generosamente a disposizione da La pappa dolce, il blog che nasce dall’esperienza di una piccola scuola familiare in provincia di Vicenza (la Scuola Del Buonsenso). Così ho corretto il tiro sui colori, ricorrendo alla tempera molto, molto diluita in attesa di provare acquarelli in tubetto/flaconcino a prezzi abbordabili (considerando l’imminenza dei compleanni delle bimbe, stavo addirittura pensando che potrei fare una follia e azzardare qualche colore steineriano autentico per verificare quanto siano, o meno, diversi… vedremo). Mi è piaciuto il suggerimento di far interagire i colori con delicatezza, senza forzature, lasciandoli lì a guardarsi un po’ in faccia e a conoscersi, prima di mischiarsi… Così siamo partite, imbrattando i fogli di giallo. Di sera, in compagnia dell’alone tremolante (e in tema) di candela…

Sin dai primi esperimenti ho usato come base delle tavolette di compensato, tagliate nella misura di 55 x 40 cm, che trovo abbastanza funzionali.

Le tracce che restano man mano sul legno, memoria dei precedenti pasticci, hanno fatto impensierire un po’ l’Asperger che c’è nella mia bimba grande, quello che aborrisce lo ‘sporco’. Ma ci siamo venute a patti abbastanza bene, stabilendo che l’arte, con la a minuscola ci mancherebbe ;-] è un po’ così, i bordi e i contorni talvolta le vanno stretti ed è una cosa proprio speciale.

Il discorso ha retto anche perchè l’attività le piace molto, e ci mette tanto impegno, tanta concentrazione. Mentre facevamo giungere il giallo limone da ogni direzione, ha pensato ai regni di Oz, che stavamo leggendo, e faceva camminare il colore ricordando le peripezie di Dorothy e dei suoi amici a est, a ovest, a sud….

Il giallo limone ha poi abbracciato il giallo oro alla luce del sole, in un mattino di malanni in cui non si poteva proprio andare all’asilo:

Bimba piccola, a capotavola, le prime volte non completava il foglio; si stancava e andava a fare altro. Adesso lo riempie tutto, fitto fitto, salvo poi brontolare perchè non sa da dove far partire il colore ‘che si siede in centro’ ;-]

In questi giorni ci siamo accorte che è difficile trovare del giallo in natura. Abbiamo provato lo stesso e, nonostante tutto, qualcosa abbiamo scovato…

… ad esempio un arbusto di Chimonanthus praecox, detto anche calicanto d’inverno, al culmine della sua fioritura…

… gli amenti penduli dei fiori maschili di nocciòlo

… i flessibili rami di Salix viminalis, detto anche salice giallo o vimine, talvolta impiegato dal nonno per legare le viti….

… ed infine, un retaggio dei refrigeri estivi all’ombra del noce, assai poco naturale ma… indubbiamente giallo!

Proseguiremo pian piano, perchè è una scoperta interessante anche per me, che non ho dimestichezza con i pennelli; perchè bimba grande si rilassa e può completare e compensare la sua attitudine per le forme e i disegni geometrici; perchè bimba piccola è contenta di fare cose assieme, in generale. Perchè ora siamo curiose di veder nascere dei colori nuovi… e di sapere se le stagioni a venire ci aiuteranno a trovare corrispondenze naturali!

acquarelli, lavoretti, natura, pedagogia steineriana ,

Libro della settimana: Indovina che cosa succede?

4 febbraio 2011

Un libro alla settimana. Ovvero: a piccoli passi forse ce la faccio, a consigliare i libri che ci stanno piacendo… Questa settimana, un altro libro in tema con l’inverno:

INDOVINA CHE COSA SUCCEDE? UNA PASSEGGIATA INVISIBILE

autrice: Gerda Muller
editore:
Babalibri, 2008
titolo originale:
Devine qui fait quoi, 1999
codice isbn:
978-88-8362-027-0
numero di pagine:
40
dimensioni: 23 x 19 x 0,7 cm
presentazione in
quarta di copertina: <<Chi sono i misteriosi personaggi di questa storia? E che cosa hanno fatto? Segui le loro tracce e lo scoprirai. Per fortuna molti indizi (in particolare i piccoli disegni all’inizio e alla fine del libro) ti potranno aiutare. Guarda bene: tocca a te immaginare la storia>>
© Babalibri, 2008

recensione: le illustrazioni sono particolareggiate e molto belle, come può ben immaginare chi già conosce questa autrice. In più l’assenza di testo permette alla fantasia del bambino di ricostruire cosa accade ad un loro piccolo coetaneo in una mattina di neve, seguendo le sue tracce durante il risveglio, la colazione e poi fuori, a giocare con il cane, dove il bianco ammanta tutto e rivela i passi di chi lo percorre. Un libro che alle mie figlie sta piacendo tanto, forse anche perchè tratta fatti molto concreti e vicini alla loro età.
© cuoredimamma.org
età particolarmente indicata: dai 3 anni
valutazione di cuoredimamma:

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(dopo aver messo il titolo nel carrello puoi richiudere la finestra ibs)

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letture, libro della settimana

Formato risparmio: io leggo da sola

1 febbraio 2011

Non ho ancora sei anni e da un mesetto so leggere. Al mattino, quando facciamo colazione, vedo la mamma versarsi nel latte un cucchiaino di caffè solubile attinto da un bel barattolo in ‘f-o-r-m-a-t-o- formàto! r-i-s-p-a-r-m-i-o rispàrmio! Formàto, rispàrmio!” Quando andiamo a passeggio, son tutti miei i cartelli, le insegne più strane, i divieti (per quelli ho una vera passione, adesso che comprendo appieno il nesso fra immagine e comando scritto!).

I dorsi dei libri sugli scaffali non han più misteri. Che soddisfazione. Quante volte mi capita di battere le mani, come faccio  da un po’ di tempo a questa parte, quando sono molto, molto eccitata per qualcosa! Non ho ancora sei anni, e il mio mondo sta acquistando una dimensione in più, che si prospetta molto interessante.

“(…) avvenne un fatto sorprendente. Mentre stavamo preparando del materiale per insegnare l’alfabeto stampato e ritentare la prova dei libri, i bambini cominciarono a leggere tutte le stampe che si trovavano nella scuola: e c’erano alcuni scritti veramente difficili a decifrare, come un certo calendario dove erano stampate parole scritte in lettere gotiche. Al tempo stesso i genitori vennero a dire che per la strada i bambini si fermavano a leggere le insegne delle botteghe e non si poteva più andare a spasso con loro. Era evidente che i bambini si interessavano a decifrare i segni alfabetici, non a sapere quelle parole. Vedevano una scrittura diversa, e si trattava di conoscerla, riuscendo a ricavarne il senso di una parola. Era uno sforzo di intuizione paragonabile a quello che induce gli adulti a rimanere lungamente studiando i segni di scritture preistoriche scolpite sulla pietra, fino a che il senso che ne deriva dà la prova di aver decifrato i segni sconosciuti. Questo era il movente della nuova passione che nasceva nei bambini (…)”

Maria Montessori, ‘Il segreto dell’infanzia’ ed. Garzanti, 2007

“(…) Non comincio da parole facili o difficili, perchè i bambini sanno già leggere la parola come composto di suoni: lascio che il piccino lentamente traduca in suoni la parola scritta e, se l’interpretazione è esatta, mi limito a dire: ‘Più presto.’ Il bambino, la seconda volta, legge più svelto, spesso senza ancora capire: io ripeto: ‘Più presto, più presto.’ Il bambino legge sempre più svelto ripetendo lo stesso accumulo di suoni, e finalmente indovina; allora guarda con una specie di riconoscenza e assume quell’atteggiamento di soddisfazione, che tante volte irradia i nostri piccini. Questo è tutto l’esercizio della lettura: esercizio rapidissimo e che presenta al bambino, già preparato con la scrittura, una ben piccola difficoltà. Davvero tutte le noie del sillabario sono sepolte insieme ai bastoncelli! (…)”

Maria Montessori, ‘La scoperta del bambino’ ed. Garzanti, 2008

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