Maestro bosco

Tecnicamente, è ancora autunno. Tecnicamente non è raro trovare ancora qualche betulla, o ippocastano, o bagolaro al culmine del foliage. Ma in questo momento, se alzo gli occhi dalla tastiera, vedo il nevischio che turbina, oltre i vetri della finestra. Se inspiro a fondo, sento l’aroma della seconda candela dell’Avvento, appena accesa. Inverno, praticamente… Ma senza rimpianti, perchè quest’anno abbiamo fatto davvero un bel pieno d’autunno; cieli tersi e luce dorata. Non solo, però. Umide brume ravvivate da pennellate rosse e gialle hanno caratterizzato tante passeggiate in cui il bosco ci ha fatto da maestro.

Camminare nel bosco vuol dire camminare sul morbido, quando il suolo è tappezzato da amenti maschili di conifere, che si disfano sotto i nostri passi;

le bambine li conoscono bene, abituate come sono a trasformarli in ingredienti di deliziosi manicaretti quando ci giocano, nel giardino della scuola ;-]

Camminare nel bosco aguzza l’ingegno, perchè se ti vien voglia di spostare una pietra pesante per vedere se anche lì, come nell’orto della nonna, si trovano i lombrichi, capisci subito cosa fartene del bastoncino da passeggio! Una leva, e via…

… che sorpresa! Abbiamo disturbato un formicaio… Le operaie si affannano a mettere in salvo uova e larve! Riponiamo la pietra come l’avevamo trovata…

Camminare nel bosco aguzza la vista, perchè in ogni tappeto di foglie scricchiolanti…

… si può mimetizzare… un fungo!

Del resto la mia secondogenita ha lo sguardo allenato, perchè i funghi sono stati la rivelazione del nostro autunno. Quanti ne abbiamo incontrati!

Ora come ora, andar per funghi a scopo culinario non fa per noi, perchè non li conosciamo. E dubito che una semplice guida possa trasformarci in esperti per cui…

nel mio adorato risotto metto solo funghi raccolti da familiari davvero competenti, che conoscono palmo a palmo i nostri monti e raccolgono per lo più porcini, russula delica (durei), gallinacci, chiodini e mazze di tamburo da una vita.

In attesa di farci l’occhio, ci divertiamo ad osservare le varie le fogge: gambo filiforme e cappello conico, elegante come un paralume…

esemplari che svettano solitari (Amanita vaginata?)…

o che si raggruppano in (false?) famigliole:

esemplari con cappello depresso (Omphalotus?)

cappello umbonato (Amanita phalloides?)

cappello involuto

…. ma anche tracce di apprezzamento da parte degli animali del bosco:

e… finalmente… funghi commestibili, in questo caso muniti di cappello parabolico (Coprinus comatus)

funghi buoni, che possono essere meneggiati, toccati e annusati liberamente…

Camminare nel bosco ti riempie tasche e borse, quando le castagne son mature!

P.S.: apprezziamo vivamente qualunque aiuto per l’identificazione dei funghi fotografati ;-]

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annalisa bosco, botanica, educazione cosmica, luoghi naturali, stagioni , , , ,

  1. 10 dicembre 2010 a 22:56 | #1

    Da oggi c’è un nuovo appuntamento sul mio blog: Love of Learning. Vuoi partecipare?(anche con un vecchio post che vuoi riportare in vita) Ti aspetto

  2. 12 dicembre 2010 a 0:19 | #2

    Mi piace la tua iniziativa, Palmy, e accetto con piacere l’invito! Non sono un insegnante, e le mie bambine sono ancora piccole, ma il tuo tema ‘cade a fagiolo’ con delle riflessioni che stavo facendo in questi giorni ;-]

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