Verso Primavera: introduzione
Alcuni giorni fa vi avevo presentato la bella iniziativa di momatwork, annunciandovi i dettagli di cosa abbiamo improvvisato per celebrare le nostre settimane precedenti l’equinozio, avvenuto sabato pomeriggio alle 17:32 (in qualche parte del mondo è festa nazionale)… Innanzitutto c’è da dire che marzo si sta confermando quel pazzerello della filastrocca che tutti abbiamo imparato a memoria da piccoli. Non ci siamo fatti mancare nulla, tra pioggia ghiacciata, abbondanti nevicate e suggestivi tramonti… Per quanto riguarda i temi che si sono succeduti nell’arco delle quattro settimane, ebbene, non me ne voglia chi davvero se ne intende di queste materie, ma mi hanno fatto pensare alle origini della vita sul nostro pianeta (ve lo dicevo che amo complicare le cose, no? ;-]). Così, insieme alle bambine, abbiamo preso qualche libro dallo scaffale e abbiamo curiosato; la Terra, quel piccolo globo con i continenti colorati, che si maneggia abitualmente a scuola, non è sempre stata così.

Ha cambiato aspetto: per un po’ le masse continentali sono rimaste unite in un unico blocco, detto Pangea (parola dal suono molto interessante per le bimbe ;-]), circondato da un vasto oceano (Pantalassa); era molto, moltissimo tempo fa. Ad un certo punto la Pangea ha cominciato a spezzarsi; da allora le terre si sono via via allontanate le une dalle altre, fino a raggiungere la posizione che conosciamo… E i movimenti delle placche continuano tuttora… Adesso proviamo ad avvicinarci, a volo d’uccello: che aspetto poteva avere il paesaggio? Assomigliava forse al panorama familiare che si rivela ai nostri occhi quando passeggiamo per il monte dietro casa? Oppure quando osserviamo dal finestrino dell’aereo mentre voliamo dai nonni? No, non è sempre stato così, ci si è arrivati per gradi. Case e persone e animali non sono sempre esistiti; c’è stato un lunghissimo tempo*, qui sulla terra, in cui, se avessimo potuto sbirciare, avremmo visto solo rocce. Rocce e acqua.
E questo ci conduce dritti alla prima settimana, dedicata al mondo minerale…
(segue…)
* come si può aiutare dei bambini (ma anche noi stessi!) a capire l’entità dei tempi sui quali stiamo ragionando? Sfogliando l’Enciclopedia della Scienza (De Agostini e UTET per La Repubblica, 2005) mi ha colpita questo esempio: “(…) se l’altezza della torre Eiffel dalla base alla cima rappresentasse la storia della Terra dall’origine a oggi, lo spessore dello straterello di vernice sulla cima della torre rappresenterebbe l’intervallo di tempo trascorso dalla comparsa dell’uomo a oggi (…)”. Nelle scuole Montessori si ricorre molto alla fascia nera: 50 metri di stoffa, che vengono man mano srotolati e identificati. Ogni centimetro rappresenta un milione di anni e l’evoluzione umana occupa soltanto l’ultimo, colorato in rosso (link)! Un modo per spiegare il tempo coinvolgendo i sensi (tatto, movimento…) Nel contributo che vi ho segnalato si accenna anche ad una caratteristica su cui si basa l’educazione cosmica montessoriana che, l’avrete intuito, mi piace molto: “(…) l’interesse per il particolare non viene mai attivato prima dell’interesse per il generale: il bambino deve comprendere in primo luogo le correlazioni esistenti tra le cose di questo mondo (…)”.
























ma a me piace troppo il tuo blog. L’ho scoperto solo stasera e noto che è da tanto che non lo aggiorni…Spero che tu non lo abbia abbandonato. Le cose che scrivi, e come le scrivi, sono davvero molto interessanti.
A presto, Anna
Grazie Anna, per le belle parole. Ho appena pubblicato un post di… ‘intenzioni future’
… a presto!