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Case montessoriane

Perchè predisporre un ambiente preparato è così importante nel pensiero montessoriano? Una delle ragioni è stata espressa molto bene da Grazia Honegger Fresco nel penultimo numero del ‘Quaderno Montessori’:

“(…)  Ritrovare tutti i giorni un luogo nel quale ogni proposta di attività è sempre completa in ogni sua parte, ordinata e non cambia nella collocazione degli oggetti anche se ogni tanto compare una piccola variante significativa (fino a ieri si travasavano cose grossolane, oggi cose più minute in due graziosi vasetti) comunica di per sé si curezza e tranquillità. (…) Questa regolarità, questa calma, questo ordine permettono a ciascun bambino di ‘tirare fuori’ ciò che ha dentro (…); al tempo stesso contribuiscono senza interventi dall’esterno a creare ordine mentale.” da ‘Il valore dei particolari – perchè sono importanti nella vita e nelle relazioni con i bambini?’ di Grazia Honegger Fresco – Quaderno Montessori n. 99 pag. 16

Per avere un’idea anche visiva di cosa significhi e di quali accorgimenti possano essere concretamente adottati, mi piace sbirciare le sistemazioni trovate dalle altre mamme vicine a questo pensiero; tutte soluzioni in evoluzione costante, come è naturale che sia…

  • My Montessori Hour: (no) more cards, di Momatwork ~ in italiano
    post imperdibile (per i contenuti, e non perchè sono stata citata; che onore, comunque, non posso ringraziare a sufficienza…)! Corredato da tante fotografie che suggeriscono una possibile distribuzione degli spazi di casa destinati ai bambini. Dalla cameretta (letti, fasciatoio – guardaroba, cesti per il cambio -> spunto per la gestione dei pannolini lavabili!) alla collocazione sugli scaffali di giochi e di attività montessoriane in senso stretto. Ma il post non si limita a ciò. Si tratta infatti di un più ampio discorso sull’applicazione del metodo Montessori da parte di una mamma che, con grande senso pratico e una buona dose di ironia, confuta questo eccellente decalogo. Trasmettendo, a mio avviso, un entusiasmo contagioso e il messaggio che i principi di base del pensiero montessoriano non siano solo belle teorie, ma siano invece concretamente applicabili  nella nostra vita familiare. L’importante è avere qualche dritta (e questo post ne dà parecchie, per partire) e, per il resto, lanciarsi. Senza aspettare che sia tutto perfetto. Cercando nella realtà circostante gli insegnamenti della natura, anche se viviamo in una metropoli. Come vedrete, la discussione originata ha messo a fuoco diversi punti salienti. In definitiva direi che con questo post momatwork ha smentito la sua presentazione storica. Perché di risposte ne ha date, eccome ;-)
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  • Our Montessori Home, by Joebi di ‘A bit of this, a bit of that’ ~ in inglese
    qui si tratta di una vera e propria stanza degli ospiti convertita recentemente in ambiente montessoriano. Gli scaffali sono bassi e i (molti!) materiali sono disposti con ordine e criterio. Eppure anche questa mamma si interroga e nutre dei dubbi; ad esempio su quante attività lasciare esposte, se lasciarle a disposizione nonostante il fatto che al momento non sembrano incontrare l’interesse del bambino ecc. E nei (pochi!) commenti emergono altri problemi molto comuni, relativi principalmente all’esiguità degli spazi domestici…
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  • Finnian’s Montessori Room, by Sew Liberated ~ in inglese
    ho già espresso ampiamente il mio entusiasmo per questa ‘cameretta’.  Lo trovo uno spazio armonioso, ordinato e pulito nella sua essenzialità, con un abbinamento di colori moderno e caldo (che amo molto, fattore forse non estraneo al mio giudizio ^…^) e che si sposa benissimo con il marrone testa di moro. Il tutto appoggiato su un parquet da favola e incorniciato da pareti ed infissi chiari. E mi piace il fatto che Meg si sia ispirata nella scelta dei colori ad una stampa che aveva acquistato anni prima, pensando ai figli futuri; forse perchè anch’io ho avuto di questi pensieri, e qualche libriccino me lo ero già procurato anni prima che nascessero le mie bambine [sotto lo sguardo perplesso del mio futuro marito, che però all'epoca NON aveva intuito appieno la potenzialità di quelle scelte apparentemente innocue ;-]… Tutto è a portata di occhi e mani piccine, anche i quadri appesi alle pareti. Non mancano dei tocchi d’arte, per abituare a coltivare il gusto del bello, così come non mancano i riferimenti alle radici familiari (la foto del nonno da piccolo). Tutto è presente in minima quantità (i tre cestini che ospiteranno, a rotazione, le diverse attività da proporre al bambino in base ai suoi interessi momentanei), ed è disposto in modo da favorire l’autonomia del bambino (il letto a pavimento, l’angolo per il vasino, l’abbozzo di guardaroba). Mi è piaciuta molto anche l’idea dell’angolo con materasso e specchio, recentemente messa in pratica anche da Claudia con la sua piccola Chiara. Insieme alla sedia a dondolo per l’allattamento (!) è, a ben guardare, l’unico tocco già adatto all’età di Finn, che è appena nato. Una delle perplessità che ho raccolto, parlando con una mamma, riguarda proprio il concetto di allestire in toto la cameretta prima ancora che il bimbo sia nato. Una cameretta che quindi si presenta già adatta ad un bambino più grandicello. In effetti io non ho proceduto in questo modo. Quando ero incinta avevo letto Grazia Honegger Fresco che, in ‘Abbiamo un bambino‘, parla dello spazio necessario ad un neonato in principio: le braccia materne e una culla! E un solido piano di appoggio dove effettuare i cambi di pannolino. La Honegger è estremamente precisa su questo punto:
    “(…) C’è chi, nel desiderio di fare il meglio per il bambino, acquista già durante la gravidanza una ‘cameretta’ in piena regola. Non conviene farlo. C’è il rischio di trovarsi pentiti per mobili poco funzionali nei primi anni di vita. (…) Pensiamo invece a uno spazio che ‘cresca’ con il bambino, in funzione delle sue progressive capacità. (…)” (da ‘Abbiamo un bambino’ di Grazia Honegger Fresco, edizioni RED, pag. 49)
    Soltanto adesso che le mie figlie hanno rispettivamente due e quattro anni,  il tutto ha cominciato a strutturarsi in modo da incontrare le loro mutanti esigenze. Però mi sembra di capire che si tratta di una pianificazione abbastanza in voga nei paesi anglosassoni, stando ai link in Ohdeedoh che trovate in fondo a questa pagina; abbondano di nursery room già studiate nei minimi dettagli, con scaffali pieni di libri e oggetti… Credo che il rischio sulla poca funzionalità dei mobili la cameretta di Finn non lo corra, se non altro perchè la mamma è una maestra Montessori esperta ed ha già un’idea delle attività che coinvolgeranno il suo bimbo nei mesi (anni?) a venire…  Per ora il materassino sembra riscuotere successo, poi vedremo le evoluzioni nel tempo… Un’altra critica che ho raccolto riguarda l’assenza di tappeti morbidosi, carillon musicale sulla culla e colori. Io trovo invece che il messaggio di fondo sia andato nella direzione (pienamente montessoriana) di non sovrastimolare il bambino, prevedendo un ambiente pulito e neutrale di fondo nel quale i materiali colorati risalteranno maggiormente (e verranno introdotti man mano il bimbo crescerà). Per ora la giostrina con figure e spirali in bianco e nero posta sul materassino stimola perfettamente la vista di un neonato (mammafelice lo ricorda in questo post). E non dimentichiamo che i materiali Montessori sono sì di legno (anche perchè all’epoca della loro invenzione la plastica non esisteva ancora ^…^) ma anche colorati ;-)
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  • Our Montessori Room, by The Wonder Years ~ in inglese
    in questo bel blog, ricchissimo di presentazioni, puntualmente arricchite da fotografie (dettaglio tutt’altro che trascurabile), mommyme descrive lo spazio di attività che ha ricavato in una piccola stanza, opportunamente dipinta di giallo in modo da apparire più grande e luminosa. Nonostante le dimensioni, constaterete da voi quanto materiale vi si trovi! Una cosa interessante per me è costituita dal fatto che si tratta di lavori adatti a bambini piccoli, coetanei delle mie figlie. Gli scaffali sono mantenuti piuttosto sgombri, soprattutto quelli che, presumibilmente, ospitano le attività del momento, soggette ad essere via via sostituite e riproposte periodicamente (travasi, puliture…). Molto carino e ben organizzato anche l’angolo per il lavaggio dei panni, con tutto l’occorrente a portata di mano. Oltre a questo spazio specifico, le bimbe hanno dei punti di riferimento anche nelle altre stanze della casa; ciò è in sintonia con l’idea montessoriana di mettere il bambino in condizione di partecipare alla quotidianità domestica in tutti i suoi aspetti, al nostro fianco
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  • Angolo delle arti grafiche, in La Casa nella Prateria ~ in italiano new
    anche a Claudia piace integrare degli elementi montessoriani nel percorso educativo dei suoi bambini. Oltre a preparare da sé parecchi materiali, accoglie tanto della filosofia di fondo del metodo Montessori: coinvolgere il più possibile i propri figli in attività manuali e all’aria aperta, imparare con loro le lezioni della natura, con entusiasmo e stupore, vivere la quotidianità assieme, passo dopo passo. Il loro angolo della scrittura ispira voglia di creatività, con tavolo e sedie a misura e tutto l’occorrente, tra cui i bei libretti di cui parla nel post (Home Made Books), disposti sul classico (e versatile!) baldacchino steineriano…
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  • Our Environment, by Montessori N’ Such ~ in inglese
    un blog che ho appena scoperto, e che è nato da poco, ma le cui premesse sembrano ottime! Anche questa mamma è alle prese con i comuni problemi di spazio e, per il momento, concentra le sue proposte su attività pratiche e sensoriali senza acquistare specifici materiali Montessori, dal momento che suo figlio inizierà presto a frequentare una Casa dei Bambini.
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  • Our School Room, by What Did We Do all Day? ~ in inglese
    tutto è possibile. E non sempre tutto è ‘perfetto’. Qui si capisce abbastanza bene, a mio avviso. E il concetto diventa ancora più chiaro in questo post successivo, dedicato a quanto non è montessoriano in casa di my boys’ teacher… Perchè ciascuno di noi deve venire a patti anche con le  proprie ansie e manie, che non sempre scompaiono con un colpo di spugna. Il risultato è una mediazione, che può ‘contaminare’ il nostro approccio montessoriano domestico. Cosa diversa è ovviamente una scuola, dove è necessario che si rispettino tutta un serie di parametri per poter essere approvati come scuola Montessori. Personalmente, condivido alcune perplessità; lasciare il materiale artistico e di pittura sempre a disposizione, così come determinati oggetti frangibili, non sempre si riesce a farlo (i miei vassoi dei travasi sono tuttora in alto). Anche l’accessibilità di spuntini che il bambino può servirsi da solo quando è affamato può essere controversa, in quanto a livello nutrizionale è bene che un bambino piccolo non faccia troppi spuntini nell’arco della giornata, bensì quattro pasti. Altre questioni mi trovano in disaccordo: il lettino e… chiudere tutto a chiave. In casa nostra le porte sono sempre aperte e, memore di quante volte da piccola chiusi via me stessa o altre persone (!), di chiavi nemmeno l’ombra (neppure quella del bagno!).
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  • La cameretta si trasforma, di mammafelice ~ in italiano
    Barbara ha scelto di ripensare la cameretta di Dafne, ancora piccina, per venire incontro alle sue nuove abilità, anche motorie… Il tutto facendo i conti con il budget e con la cronica mancanza di spazio, che affligge tante di noi. E affiancando anche elementi non prettamente montessoriani, come il tappeto di gomma (per il quale però mi sento di condividere la prudenza espressa da sturmele nel suo commento) o dei materiali di plastica; come ripeto spesso, secondo me è già importante offrire anche qualcosa di diverso (legno, stoffe, oggetti frangibili). E ancora più fondamentale è l’approccio mentale ed emotivo verso i bisogni dei propri figli, incluso il bisogno di autonomia: da non ostacolare (ecco perchè la storia del lettino presso ‘what did we do all day?’ non mi è piaciuta nemmeno un po’!), da accogliere, da accompagnare. E questa intenzionalità nel post di barbara emerge tutta :-]
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  • Nursery Tours, by Ohdeedoh ~ in inglese
    gli spunti non mancano nemmeno in Ohdeedoh, bellissimo sito di home design. E’ sufficiente scorrere la sezione dedicata alle nursery. La maggior parte sono state allestite prima della nascita dei bambini. Alla luce di quanto espresso parlando della Finnian’s Montessori Room, ho preferito evidenziare alcune soluzioni che vedono coinvolti dei bambini un po’ più grandi; quando cioè il processo di incontro con le loro esigenze è già in moto e lascia traccia nell’ambiente domestico ;-] Per quanto tutte le camerette meritino un’occhiata, queste sono quelle che mi sono piaciute di più:
    Vincent’s Montessori inspired Room => luminosa e colorata, arredata con molti oggetti di provenienza Ikea. Il letto è a pavimento e gli scaffali, bianchi e stondati negli angoli, sono armoniosi e gradevoli
    Carlin House at Traditional Home => lì non hanno certamente problemi di spazio. Né di budget. Ehhh… Ma la scelta non è ricaduta sullo sfarzo, come sarebbe potuto accadere a quei ‘livelli’, bensì su una sobria eleganza, molto attenta alla qualità e naturalità dei materiali
    My Room: Rheon, Toronto => c’è il ramo (giostrina) con gli uccellini di stoffa colorata, che mi piace molto. E il fasciatoio è molto ben organizzato. Per ravvivare le pareti, questa mamma ha attaccato dei disegni realizzati da lei.
    Zoe’s Room, Seattle => bello lo spazio sotto la finestra, destinato al gioco libero: piano cottura, mestoli, padelle, casa delle bambole, tutto in legno e colorato.
    My Room: Oliver, Toronto =>  una piccola mansarda arredata con semplicità nei colori del verde, bianco e parquet. Molto accogliente.
    My Room: Liam, North Carolina =>  il pezzo forte è a mio avviso la libreria, articolo della popolare catena americana Wal-Mart. Per il resto questa mamma si è ispirata allo stile delle tende (Ikea): moderno con qualche tocco vintage.
    Max’s magical Room =>  originalissima l’idea della parete a lavagna! C’è anche un bell’angolo lettura, con la panca ed una libreria concettualmente simile a quella del link precedente. C’è un ‘ersatz garden’ in vassoio (con modelli di bruco ed erba di carta), e un bel trenino appoggiato su un tavolo basso… Unico neo: ovvio, la televisione!!! In camera dei bimbi. Mai, per come la penso io ;-]

Nei prossimi giorni dedicherò un post agli angoli delle mie bambine, anche nella speranza di risucire a contraccambiare un po’ tutte quelle ispirazioni alle quali attingo così volentieri e che ho qui condiviso… Come vedrete, anche da noi lo spazio è tiranno, eppure qualcosina si può sempre fare ;-)

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annalisa montessori

  1. 13 giugno 2009 a 18:10 | #1

    Poi ci torno con calma, intanto volevo dirti che ho finalmente aggiornato il blogroll e ora ci sei anche tu!

  2. 15 giugno 2009 a 14:09 | #2

    Silvia, che carina e che onore! Ti ringrazio tanto e ti faccio gli auguri per il tuo primo anno di blogging, che so essere appena trascorso :-)

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