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Allattamento e… cuore di mamma!

blog_icona_012Neanche a farlo apposta, vero? In realtà è proprio il tema di una notizia apparsa di recente, nella quale viene reso noto il risultato di una ricerca effettuata negli Stati Uniti e pubblicata su ‘Obstetrics and Gynaecology’. Stando allo studio della University of Pittsburgh, vengono confermati e maggiormente messi a fuoco alcuni effetti benefici dell’allattamento al seno per il corpo materno. In particolare, è stata osservata un’interessante azione protettiva nei confronti di patologie cardiocircolatorie purtroppo molto comuni durante la menopausa: infarti, cardiopatie, ictus, ma anche ipertensione, diabete e ipercolesterolemia… Credo sia importante divulgare il più possibile questo genere di informazioni, che spesso, invece, passano un po’ in sordina.

Quante mamme che allattano ‘a lungo’ (concetto relativo nel comune sentire, che va in escalation a partire da oltre i, sob, otto/nove mesi) si sentono consigliare di smettere perchè, fra le altre cose (‘viziare’ il bambino, presunto scarso valore nutritivo del latte materno ecc.), rischiano di debilitarsi troppo?? Grazie a ricerche come quella in oggetto possiamo affermare che è addirittura il contrario. E non è poca cosa…

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  1. 28 aprile 2009 a 16:50 | #1

    Arrivo oggi su questo blog e trovo subito un articolo di mio enorme interesse. Che bello!
    Mio figlio ha 2 anni (compiuti il 5 aprile), lo allatto ancora a richiesta e sono convintissima che per noi sia la cosa migliore.
    Purtroppo di ignoranza in giro ce ne è troppa, in tutti i sensi.

  2. 28 aprile 2009 a 22:57 | #2

    Grazie Claudia!
    Pensa che siamo proprio nella stessa situazione, visto che la mia piccolina ha compiuto i 2 anni l’8 aprile ;-) Anche noi stiamo proseguendo tranquillamente e sono curiosa di vedere come terminerà in modo naturale. Non so come sia; con la mia prima bimba ho dovuto infatti interrompere quando aveva 17 mesi, perchè ero rimasta incinta. E fin qui, poco male; sarebbe stata mia intenzione proseguire ancora qualche mese confidando in un abbandono spontaneo entro il termine (anche se mi ero comunque documentata a proposito dell’allattamento in tandem). Invece sono stata messa kO da una forte iperemesi (con ricovero in ospedale), durata fino al quarto mese di gestazione… quando si dice fare i conti senza l’oste ;-)

  3. 21 maggio 2009 a 14:25 | #3

    ecco, quella che debilita la mamma l’ha tirata fuori da poco anche mia suocera..
    rispetto a voi io sono una novellina….scherzo!
    alessandro, mio primo figlio, compirà un anno il 3 giugno e….poppa che è una meraviglia
    spero davvero di riuscire ad andare avanti a lungo, anche se non mi pongo traguardi, oltre che limiti
    come hai detto tu lo “svezzamento” deve avvenire in modo naturale, quando entrambi lo riterremo necessario…

  4. Natalia
    31 gennaio 2010 a 17:41 | #4

    Ecco una voce fuori dal coro!Ho allattato per 6 mesi con gran fatica perchè avevo degli eczemi sull’aureola molto fastidiosi, scomparsi oltretutto 5-6 mesi dopo..Son convinta che sia la cosa più naturale e istintiva, ma non sempre le notizie sono supportate da dati concreti.
    E’ vero che previene il tumore alla mammella? Una mia amica purtroppo vi direbbe il contrario, anzi l’allattamento prolungato le ha impedito di accorgersene in tempo (e non è stata la prima). Previene allergie? Forse, ma molte persone che conosco allattate a lungo ne soffrono..Compresi bimbi che ancora “cucciano”.Basta prendere il libro della lega del latte per rendersi conto che vi è dell’esaltazione, del fanatismo. Addirittura si consiglia di continuare ad allattare il bimbo di 3 anni anche se si è di nuovo incinta..E così via..Secondo me, nel nostro paese (non in America latina o in Africa) allattare oltre l’anno è un’esigenza della mamma,il bambino non si può educare sempre attaccandolo alla tetta se piange, specie se grandicello…

  5. 4 febbraio 2010 a 19:23 | #5

    @ Natalia: guarda, io sono d’accordo sul fatto che i dati sanitari non possano essere l’unica motivazione per invitare una donna ad allattare. Però una cosa è certa: i dati esistono. Organizzazioni come La Lèche League e, in generale, gli operatori del settore con formazione specifica, hanno a disposizione una solida letteratura scientifica che supporta quelle notizie che poi vengono periodicamenre rilanciate dai media, talvolta distorte in modo da apparire come ennesime sparate invece che esito di studi seri. Per questo è fondamentale divulgare le informazioni in modo corretto. E’ evidente che non si può dire che, in assoluto, il latte materno previene le allergie, e basta. Senza ulteriori precisazioni. Diciamo, ad esempio, che il fatto di non dover introdurre precocemente una sostanza estranea ed elaborata a partire dal latte di un’altra specie, come il latte artificiale, previene il rischio che un bambino predisposto alle allergie (la familiarità infatti è l’elemento certo e ricorrente, contro la quale nemmeno l’allattamento materno è uno scudo assoluto, e parlo per esperienza personale!) si sensibilizzi precocemente. Tuttavia conosco casi di madri che hanno dovuto selezionare i cibi che assumevano durante l’allattamento perchè il bambino mostrava fastidio… Ecco perchè se una donna allatta solo per evitare le allergie, non può che sentirsi ‘fregata’ dalla realtà. Non parliamo del tumore al seno: io non ho mai sentito dire che durante l’allattamento, per prolungato che sia, una donna può evitare di controllarsi e fare l’autopalpazione. Anzi, ho letto di continuare l’autocontrollo normalmente. Detto questo, i dati medici divulgati anche dagli enti impegnati nella lotta al cancro parlano di una minore incidenza di tumori al seno in menopausa nelle donne che hanno avuto un allattamento prolungato, dove per prolungato intendono dai sei mesi in poi. Tutto è in media, ovviamente. Ma, anche qui, io non continuo ad allattare mia figlia perchè così magari non mi verrà un cancro. O perchè quando smetterò partirà un processo di ricalcificazione che è uno dei più potenti antidoti all’osteoporosi che si conoscano in natura. Io proseguo perchè non ho segnali per interrompere, perchè fa parte della relazione con mia figlia, che è grande abbastanza da non chiedere sempre quello quando piange ma non ancora al punto da riuscire a farne a meno del tutto. Ed è guardandola negli occhi che trovo la risposta al dubbio razionale se proseguire o meno. Sono sicura che quando il momento sarà arrivato, lo capiremo entrambe. Mi permetto una piccola precisazione: il manuale LLL non ‘prescrive’ di allattare il bimbo più grande quando si è incinta, o dopo che è nato il piccolo (allattamento in tandem). Semplicemente ti racconta come sia possibile farlo, se lo si desidera, e in che modo. E come sia altrettanto possibile provarne ribrezzo e di colpo non riuscire più nemmeno a sopportare l’odore del proprio bambino più grande. E come non ci sia da sentirsi in colpa, come tutto ciò non sia anomalo, ma dettato dagli ormoni. Ti racconta insomma diverse esperienze nelle quali ogni mamma può leggere le soluzioni che cerca e vanno meglio per lei e la sua situazione ;-)

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